Corsi in aula

Formazione professionisti

Il tecnico competente in acustica è una figura professionale idonea ed abilitata in tutta Italia ad effettuare misurazioni, verificare l’ottemperanza ai valori definiti dalle vigenti norme, redigere piani di risanamento acustico, svolgere le relative attività di controllo secondo quanto dispone la Legge quadro n. 447/95.

Il 19.04.2017 è entrato in vigore il D.Lgs. 42/2017 che disciplina, oltretutto, le nuove modalità di iscrizione nell’Elenco dei Tecnici competenti in acustica ambientale, definendo i contenuti del nuovo programma del corso e istituendo l’obbligatorietà dell’aggiornamento per chi è già Tecnico abilitato.

Più precisamente gli artt. 20 e seguenti individuano i criteri generali per l’esercizio della professione  prevedendo l’istituzione, presso il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, dell’Elenco nominativo dei soggetti abilitati a svolgere la professione nonché le modalità procedurali per l’iscrizione e la cancellazione dall’elenco stesso; i requisiti dei corsi di formazione e relativi aggiornamenti; la costituzione di un tavolo tecnico nazionale di coordinamento presso il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio.

Possono partecipare ai corsi di formazione coloro che sono in possesso della laurea o laurea magistrale ad indirizzo tecnico o scientifico, come specificato in allegato 2 del D.Lgs. 42/2017 e, solo in fase di prima attuazione (si tratta di un requisito ammesso dalla normativa in via di transitoria, fino al 17.02.2022), coloro che sono possesso del diploma di scuola media superiore ad indirizzo tecnico o maturità scientifica.

Per quanto riguarda i professionisti già abilitati, l’aggiornamento quinquennale decorre dalla data di inserimento nell’Elenco, per una durata complessiva di almeno 30 ore, distribuite su almeno tre anni.

Cita la norma: “In caso di mancata osservanza degli obblighi di aggiornamento professionale, la Regione di residenza dispone la sospensione temporanea del tecnico dall’elenco per sei mesi dalla data di ricevimento del provvedimento di sospensione.
Allo scadere dei sei mesi, qualora il tecnico non abbia dato prova di avvenuta ottemperanza agli obblighi di aggiornamento professionale, la Regione di residenza dispone la cancellazione del tecnico dall’elenco”.

Con l’entrata in vigore del Decreto del Ministero dell’Interno del 5 agosto 2011, sono state definite le procedure e i requisiti per l’autorizzazione e l’iscrizione dei professionisti negli elenchi del Ministero dell’interno di cui all’articolo 16 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139.

Il Coordinatore per la sicurezza nei cantieri temporanei o mobili è la figura incaricata dal Committente o dal Responsabile dei lavori (cioè dal soggetto per conto del quale l’opera viene realizzata o dalla persona da esso incaricata per lo svolgimento dei propri compiti), per garantire il coordinamento tra le imprese impegnate nei lavori, ai fini dell’abbattimento dei rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori.

Svolge i suoi compiti in fase di progettazione dell’opera dei lavori (coordinatore per la progettazione, d’ora in avanti CSP) e in fase di realizzazione dell’opera (coordinatore per l’esecuzione dei lavori, d’ora in avanti CSE).

I ruoli di CSP e CSE sono distinti e possono essere ricoperti dalla stessa persona o da persone diverse.

Essenzialmente, il CSP si coccupa di redigere il Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC), cioè il documento mediante il quale si progetta la sicurezza in cantiere (apprestamenti, sfasamento delle lavorazioni, ecc.), mentre il CSE si occupa di garantirne dinamicamente l’attuazione, per tutta la durata dei lavori.

REQUISITI

Per poter ricoprire il ruolo di CSP o di CSE, è necessario essere in possesso dei seguenti requisiti:

TITOLO DI STUDIO ED ESPERIENZA

Laurea magistrale conseguita in una delle seguenti classi: LM-4, da LM-20 a LM-35, LM-69, LM-73, LM-74, di cui al decreto del Ministro dell’Università e della ricerca in data 16 marzo 2007, pubblicato nel S.O. alla G.U. n. 157 del 9 luglio 2007, ovvero laurea specialistica conseguita nelle seguenti classi: 4/S, da 25/S a 38/S, 77/S, 74/S, 86/S, di cui al decreto del Ministro dell’Università e della ricerca scientifica e tecnologica in data 28 novembre 2000, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 18 del 23 gennaio 2001, ovvero corrispondente diploma di laurea ai sensi del decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca in data 5 maggio 2004, pubblicato nella G.U. n. 196 del 21 agosto 2004, nonché attestazione, da parte di datori di lavoro o committenti, comprovante l’espletamento di attività lavorativa nel settore delle costruzioni per almeno un anno;
OPPURE
Laurea conseguita nelle seguenti classi L7, L8, L9, L17, L23, di cui al predetto decreto ministeriale in data 16 marzo 2007, ovvero laurea conseguita nelle classi 8,9,10,4, di cui al decreto del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica in data 4 agosto 2000, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 245 del 19 ottobre 2000, nonché attestazione, da parte di datori di lavoro o committenti, comprovante l’espletamento di attività lavorativa nel settore delle costruzioni per almeno due anni;
OPPURE
diploma di geometra o perito industriale o perito agrario o agrotecnico, nonché attestazione, da parte di datori di lavoro o committenti, comprovante l’espletamento di attività lavorativa nel settore delle costruzioni per almeno tre anni.

FORMAZIONE SPECIFICA

In aggiunta ad uno dei requisiti di titolo di studio ed esperienza sopra indicati, è necessario essere in possesso di attestato di frequenza, con verifica dell’apprendimento finale, ad uno specifico corso di formazione, della durata complessiva di 120 ore, rispondente a requisiti definiti per legge. Sono esonerati coloro che sono in possesso della laurea magistrale LM-26.

Per mantenere l’abilitazione, è necessario, inoltre, frequentare 40 ore di aggiornamento con cadenza quinquennale.

RIFERIMENTI NORMATIVI

D.Lgs. 81/08, art. 98 e Allegato XIV.

L’Addetto al Servizio di prevenzione e protezione (ASPP) è la figura incaricata dal Datore di lavoro, a cui risponde, per fa parte del servizio di prevenzione e protezione dai rischi, i cui compiti, definiti dall’art. 33 del D.Lgs. 81/08, sono:

  • provvedere all’individuazione dei fattori di rischio, alla valutazione dei rischi e all’individuazione delle misure per la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro, nel rispetto della normativa vigente sulla base della specifica conoscenza dell’organizzazione aziendale;
  • elaborare, per quanto di competenza, le misure preventive e protettive e i sistemi di controllo di tali misure;
  • elaborare le procedure di sicurezza per le varie attività aziendali;
    proporre i programmi di informazione e formazione dei lavoratori;
    partecipare alle consultazioni in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro, nonché alla riunione periodica;
    fornire ai lavoratori le informazioni di cui all’articolo 36 del D.Lgs. 81/08.
REQUISITI

Per poter ricoprire il ruolo di ASPP, è necessario essere in possesso di:

  • un titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore
  • di un attestato di frequenza, con verifica dell’apprendimento, a specifici corsi di formazione adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative (Moduli A e B)

La norma prevede, per chi è in possesso di alcune tipologie di laurea, l’esonero dai Moduli A e B. Chiunque voglia ricoprire il ruolo di ASPP deve comunque essere in regola con l’aggiornamento.

RIFERIMENTI NORMATIVI

D.Lgs. 81/08, art. 32 e Accordo Stato-Regioni del 26-01-06.

ARTICOLAZIONE DEL PERCORSO FORMATIVO
Il percorso formativo è articolato come di seguito descritto.
  • MODULO A
    Durata: 28 ore
    Contenuti: è il corso introduttivo, nel quale vengono fornite le conoscenze sulla normativa, sulla filosofia e i concetti base della prevenzione, sulle figure coinvolte, i loro compiti e le loro responsabilità, oltre alle conoscenze di base sui possibili rischi presenti negli ambienti di lavoro e nelle diverse attività lavorative.
    La frequenza e il superamento di questo modulo sono propedeutiche alla prosecuzione del percorso formativo; costituisce credito formativo permanente, per cui non deve essere ripetuto, né devono essere frequentati corsi di aggiornamento.
  • MODULO B
    Il Modulo B, invece, è finalizzato a fornire conoscenze approfondite sui rischi presenti nei vari Macrosettori di attività, sulle metodologie di valutazione e sull’individuazione delle misure di prevenzione e protezione più adeguate.

Il percorso prevede un modulo B comune, della durata di 48 ore, che consente di acquisire l’abilitazione in tutti i settori di attività, ad eccezione dei soli settori Agricoltura e Pesca, Cave e costruzioni, Sanità residenziale, Chimico e petrolchimico, per i quali sarà necessario frequentare anche i rispettivi Moduli specialistici:

  • Modulo B-SP1, per il settore Agricoltura – Pesca, della durata di 12 ore;
  • Modulo B-SP2, per il settore Attività Estrattive – Costruzioni, della durata di 16 ore;
  • Modulo B-SP3, per il settore Sanità residenziale, della durata di 12 ore;
  • Modulo B-SP4, per il settore Chimico – Petrolchimico, della durata di 16 ore.


Per il Modulo B è previsto un aggiornamento quinquennale, della durata di 20 ore.

Il periodo di cinque anni per l’aggiornamento inizia dalla data di conclusione del Modulo B comune o da quella del conseguimento della Laurea, per gli esonerati.

Il Responsabile del Servizio di prevenzione e protezione (RSPP) è la figura incaricata dal Datore di lavoro, a cui risponde, per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi, i cui compiti, definiti dall’art. 33 del D.Lgs. 81/08, sono:

  • provvedere all’individuazione dei fattori di rischio, alla valutazione dei rischi e all’individuazione delle misure per la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro, nel rispetto della normativa vigente sulla base della specifica conoscenza dell’organizzazione aziendale;
  • elaborare, per quanto di competenza, le misure preventive e protettive e i sistemi di controllo di tali misure;
  • elaborare le procedure di sicurezza per le varie attività aziendali;
  • proporre i programmi di informazione e formazione dei lavoratori;
  • partecipare alle consultazioni in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro, nonché alla riunione periodica;
  • fornire ai lavoratori le informazioni di cui all’articolo 36 del D.Lgs. 81/08.

Quello tra Datore di lavoro ed RSPP è quindi un rapporto fiduciario, tanto che la nomina di tale figura è uno dei compiti che il Datore di lavoro non può delegare.

REQUISITI

Per poter ricoprire il ruolo di RSPP, è necessario essere in possesso di:

  • un titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore
  • di un attestato di frequenza, con verifica dell’apprendimento, a specifici corsi di formazione adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative (Moduli A e B)
  • di un attestato di frequenza, con verifica dell’apprendimento, a specifici corsi di formazione in materia di prevenzione e protezione dei rischi, anche di natura ergonomica e da stress lavoro – correlato, di organizzazione e gestione delle attività tecnico amministrative e di tecniche di comunicazione in azienda e di relazioni sindacali (Modulo C).

La norma prevede, per chi è in possesso di alcune tipologie di laurea, l’esonero dai Moduli A e B. Chiunque voglia ricoprire il ruolo di RSPP deve comunque frequentare il Modulo C ed essere in regola con l’aggiornamento.

RIFERIMENTI NORMATIVI

D.Lgs. 81/08, art. 32 e Accordo Stato-Regioni del 7-07-16.

ARTICOLAZIONE DEL PERCORSO FORMATIVO

Il percorso formativo è articolato come di seguito descritto.

  • MODULO A
    Durata: 28 ore
    Contenuti: è il corso introduttivo, nel quale vengono fornite le conoscenze sulla normativa, sulla filosofia e i concetti base della prevenzione, sulle figure coinvolte, i loro compiti e le loro responsabilità, oltre alle conoscenze di base sui possibili rischi presenti negli ambienti di lavoro e nelle diverse attività lavorative.
    La frequenza e il superamento di questo modulo sono propedeutiche alla prosecuzione del percorso formativo; costituisce credito formativo permanente, per cui non deve essere ripetuto, né devono essere frequentati corsi di aggiornamento.
  • MODULO B
    Il Modulo B, invece, è finalizzato a fornire conoscenze approfondite sui rischi presenti nei vari Macrosettori di attività, sulle metodologie di valutazione e sull’individuazione delle misure di prevenzione e protezione più adeguate.

Il percorso prevede un modulo B comune, della durata di 48 ore, che consente di acquisire l’abilitazione in tutti i settori di attività, ad eccezione dei soli settori Agricoltura e Pesca, Cave e costruzioni, Sanità residenziale, Chimico e petrolchimico, per i quali sarà necessario frequentare anche i rispettivi Moduli specialistici:

  • Modulo B-SP1, per il settore Agricoltura – Pesca, della durata di 12 ore;
  • Modulo B-SP2, per il settore Attività Estrattive – Costruzioni, della durata di 16 ore;
  • Modulo B-SP3, per il settore Sanità residenziale, della durata di 12 ore;
  • Modulo B-SP4, per il settore Chimico – Petrolchimico, della durata di 16 ore.

Per il Modulo B è previsto un aggiornamento quinquennale, della durata di 40 ore.

Il periodo di cinque anni per l’aggiornamento inizia dalla data di conclusione del Modulo B comune o da quella del conseguimento della Laurea, per gli esonerati.

  • MODULO C
    Durata: 24 ore
    Contenuti: è il corso relativo ai rischi psico-sociali, all’organizzazione e gestione delle attività tecnico amministrative, alle tecniche di comunicazione in azienda e alle relazioni sindacali
    Anche il Modulo C, come il Modulo A, costituisce credito formativo permanente.

Formazione per aziende

Corsi in materia di sicurezza (ai sensi del titolo I del D.Lgs. 81/08)

Il Responsabile del Servizio di prevenzione e protezione (RSPP) è la figura incaricata dal Datore di lavoro, a cui risponde, per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi, i cui compiti, definiti dall’art. 33 del D.Lgs. 81/08, sono:

  • provvedere all’individuazione dei fattori di rischio, alla valutazione dei rischi e all’individuazione delle misure per la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro, nel rispetto della normativa vigente sulla base della specifica conoscenza dell’organizzazione aziendale;
  • elaborare, per quanto di competenza, le misure preventive e protettive e i sistemi di controllo di tali misure;
  • elaborare le procedure di sicurezza per le varie attività aziendali;
    proporre i programmi di informazione e formazione dei lavoratori;
    partecipare alle consultazioni in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro, nonché alla riunione periodica;
  • fornire ai lavoratori le informazioni di cui all’articolo 36 del D.Lgs. 81/08.

Quello tra Datore di lavoro ed RSPP è quindi un rapporto fiduciario, tanto che la nomina di tale figura è uno dei compiti che il Datore di lavoro non può delegare.

REQUISITI
Per poter ricoprire il ruolo di RSPP, è necessario essere in possesso di:
  • un titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore
  • di un attestato di frequenza, con verifica dell’apprendimento, a specifici corsi di formazione adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative (Moduli A e B)
  • di un attestato di frequenza, con verifica dell’apprendimento, a specifici corsi di formazione in materia di prevenzione e protezione dei rischi, anche di natura ergonomica e da stress lavoro – correlato, di organizzazione e gestione delle attività tecnico amministrative e di tecniche di comunicazione in azienda e di relazioni sindacali (Modulo C).

La norma prevede, per chi è in possesso di alcune tipologie di laurea, l’esonero dai Moduli A e B. Chiunque voglia ricoprire il ruolo di RSPP deve comunque frequentare il Modulo C ed essere in regola con l’aggiornamento.

RIFERIMENTI NORMATIVI
D.Lgs. 81/08, art. 32 e Accordo Stato-Regioni del 7-07-16.

ARTICOLAZIONE DEL PERCORSO FORMATIVO
Il percorso formativo è articolato come di seguito descritto.

  • MODULO A
    Durata: 28 ore
    Contenuti: è il corso introduttivo, nel quale vengono fornite le conoscenze sulla normativa, sulla filosofia e i concetti base della prevenzione, sulle figure coinvolte, i loro compiti e le loro responsabilità, oltre alle conoscenze di base sui possibili rischi presenti negli ambienti di lavoro e nelle diverse attività lavorative.
    La frequenza e il superamento di questo modulo sono propedeutiche alla prosecuzione del percorso formativo; costituisce credito formativo permanente, per cui non deve essere ripetuto, né devono essere frequentati corsi di aggiornamento.
  • MODULO B
    Il Modulo B, invece, è finalizzato a fornire conoscenze approfondite sui rischi presenti nei vari Macrosettori di attività, sulle metodologie di valutazione e sull’individuazione delle misure di prevenzione e protezione più adeguate.

Il percorso prevede un modulo B comune, della durata di 48 ore, che consente di acquisire l’abilitazione in tutti i settori di attività, ad eccezione dei soli settori Agricoltura e Pesca, Cave e costruzioni, Sanità residenziale, Chimico e petrolchimico, per i quali sarà necessario frequentare anche i rispettivi Moduli specialistici:

    • Modulo B-SP1, per il settore Agricoltura – Pesca, della durata di 12 ore;
    • Modulo B-SP2, per il settore Attività Estrattive – Costruzioni, della durata di 16 ore;
    • Modulo B-SP3, per il settore Sanità residenziale, della durata di 12 ore;
    • Modulo B-SP4, per il settore Chimico – Petrolchimico, della durata di 16 ore.

Per il Modulo B è previsto un aggiornamento quinquennale, della durata di 40 ore.

Il periodo di cinque anni per l’aggiornamento inizia dalla data di conclusione del Modulo B comune o da quella del conseguimento della Laurea, per gli esonerati.

  • MODULO C
    Durata: 24 ore
    Contenuti: è il corso relativo ai rischi psico-sociali, all’organizzazione e gestione delle attività tecnico amministrative, alle tecniche di comunicazione in azienda e alle relazioni sindacali.

Anche il Modulo C, come il Modulo A, costituisce credito formativo permanente.

L’Addetto al Servizio di prevenzione e protezione (ASPP) è la figura incaricata dal Datore di lavoro, a cui risponde, per fa parte del servizio di prevenzione e protezione dai rischi, i cui compiti, definiti dall’art. 33 del D.Lgs. 81/08, sono:

  • provvedere all’individuazione dei fattori di rischio, alla valutazione dei rischi e all’individuazione delle misure per la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro, nel rispetto della normativa vigente sulla base della specifica conoscenza dell’organizzazione aziendale;
  • elaborare, per quanto di competenza, le misure preventive e protettive e i sistemi di controllo di tali misure;
  • elaborare le procedure di sicurezza per le varie attività aziendali;
  • proporre i programmi di informazione e formazione dei lavoratori;
  • partecipare alle consultazioni in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro, nonché alla riunione periodica;
  • fornire ai lavoratori le informazioni di cui all’articolo 36 del D.Lgs. 81/08.

REQUISITI
Per poter ricoprire il ruolo di ASPP, è necessario essere in possesso di:

  • un titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore
  • di un attestato di frequenza, con verifica dell’apprendimento, a specifici corsi di formazione adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative (Moduli A e B)

La norma prevede, per chi è in possesso di alcune tipologie di laurea, l’esonero dai Moduli A e B. Chiunque voglia ricoprire il ruolo di ASPP deve comunque essere in regola con l’aggiornamento.

RIFERIMENTI NORMATIVI
D.Lgs. 81/08, art. 32 e Accordo Stato-Regioni del 26-01-06.

ARTICOLAZIONE DEL PERCORSO FORMATIVO
Il percorso formativo è articolato come di seguito descritto.

  • MODULO A
    Durata: 28 ore
    Contenuti: è il corso introduttivo, nel quale vengono fornite le conoscenze sulla normativa, sulla filosofia e i concetti base della prevenzione, sulle figure coinvolte, i loro compiti e le loro responsabilità, oltre alle conoscenze di base sui possibili rischi presenti negli ambienti di lavoro e nelle diverse attività lavorative.
    La frequenza e il superamento di questo modulo sono propedeutiche alla prosecuzione del percorso formativo; costituisce credito formativo permanente, per cui non deve essere ripetuto, né devono essere frequentati corsi di aggiornamento.
  • MODULO B
    Il Modulo B, invece, è finalizzato a fornire conoscenze approfondite sui rischi presenti nei vari Macrosettori di attività, sulle metodologie di valutazione e sull’individuazione delle misure di prevenzione e protezione più adeguate.

Il percorso prevede un modulo B comune, della durata di 48 ore, che consente di acquisire l’abilitazione in tutti i settori di attività, ad eccezione dei soli settori Agricoltura e Pesca, Cave e costruzioni, Sanità residenziale, Chimico e petrolchimico, per i quali sarà necessario frequentare anche i rispettivi Moduli specialistici:

    • Modulo B-SP1, per il settore Agricoltura – Pesca, della durata di 12 ore;
    • Modulo B-SP2, per il settore Attività Estrattive – Costruzioni, della durata di 16 ore;
    • Modulo B-SP3, per il settore Sanità residenziale, della durata di 12 ore;
    • Modulo B-SP4, per il settore Chimico – Petrolchimico, della durata di 16 ore.

Per il Modulo B è previsto un aggiornamento quinquennale, della durata di 20 ore.

Il periodo di cinque anni per l’aggiornamento inizia dalla data di conclusione del Modulo B comune o da quella del conseguimento della Laurea, per gli esonerati.

Nei casi previsti dall’Allegato II del D.Lgs. 81/08, il Datore di lavoro (DL) può svolgere direttamente i compiti propri del servizio di prevenzione e protezione dai rischi, definiti dall’art. 33 del D.Lgs. 81/08:

  • provvedere all’individuazione dei fattori di rischio, alla valutazione dei rischi e all’individuazione delle misure per la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro, nel rispetto della normativa vigente sulla base della specifica conoscenza dell’organizzazione aziendale;
  • elaborare, per quanto di competenza, le misure preventive e protettive e i sistemi di controllo di tali misure;
  • elaborare le procedure di sicurezza per le varie attività aziendali;
  • proporre i programmi di informazione e formazione dei lavoratori;
  • partecipare alle consultazioni in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro, nonché alla riunione periodica;
  • fornire ai lavoratori le informazioni di cui all’articolo 36 del D.Lgs. 81/08.

I casi in cui è consentito lo svolgimento diretto, dove quindi il DL non deve designare l’RSPP e gli ASPP, sono:

  • Aziende artigiane e industriali (1) fino a 30 lavoratori
  • Aziende agricole e zootecniche fino a 30 lavoratori
  • Aziende della pesca fino a 20 lavoratori
  • Altre aziende fino a 200 lavoratori

(1) Escluse le aziende industriali di cui all’art. 1 del decreto del Presidente della Repubblica 17 maggio 1988, n. 175, e successive modifiche, soggette all’obbligo di dichiarazione o notifica ai sensi degli articoli 4 e 6 del decreto stesso, le centrali termoelettriche, gli impianti ed i laboratori nucleari, le aziende estrattive e altre attività minerarie, le aziende per la fabbricazione ed il deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni, le strutture di ricovero e cura sia pubbliche sia private.

Oltre a quanto sopra indicato, non è consentito lo svolgimento diretto, nei casi previsti dall’art. 31, c. 6, del D.Lgs, 81/08:

  • nelle aziende industriali di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334, e successive modificazioni, soggette all’obbligo di notifica o rapporto, ai sensi degli articoli 6 e 8 del medesimo decreto;
  • nelle centrali termoelettriche;
  • negli impianti ed installazioni di cui agli articoli 7, 28 e 33 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, e successive modificazioni;
  • nelle aziende per la fabbricazione ed il deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni;
  • nelle aziende industriali con oltre 200 lavoratori;
  • nelle industrie estrattive con oltre 50 lavoratori;
  • nelle strutture di ricovero e cura pubbliche e private con oltre 50 lavoratori.
REQUISITI

Il datore di lavoro che intende svolgere direttamente i compiti di prevenzione e protezione deve frequentare corsi di formazione, di durata minima di 16 ore e massima di 48 ore, adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative, nel rispetto dei contenuti e delle articolazioni definiti mediante Accordo Stato-Regioni.

RIFERIMENTI NORMATIVI

D.Lgs. 81/08, art. 34, e Accordo Stato-Regioni del 21-12-11 (Rep. 223/CSR).

ARTICOLAZIONE DEL PERCORSO FORMATIVO

I percorsi formativi sono articolati in moduli associati a tre differenti livelli di rischio:

  • BASSO 16 ore
  • MEDIO 32 ore
  • ALTO 48 ore

Il monte ore di formazione da frequentare è individuato in base al settore Ateco 2002 di appartenenza, associato ad uno dei tre livelli di rischio, così come indicato nell’allegato 2 dell’accordo, consultabile cliccando sul collegamento sotto riportato.

Allegato 2 Accordo Stato-Regioni del 21-12-11 (Rep. 223)

I percorsi formativi devono prevedere, quale contenuto minimo, i seguenti moduli.

MODULO 1. NORMATIVO – giuridico
  • Il sistema legislativo in materia di sicurezza dei lavoratori;
  • la responsabilità civile e penale e la tutela assicurativa;
  • la «responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni, anche prive di responsabilità giuridica» ex D.Lgs. n. 231/2001, e s.m.i.;
  • il sistema istituzionale della prevenzione;
  • i soggetti del sistema di prevenzione aziendale secondo il D.Lgs. 81/08: compiti, obblighi, responsabilità;
  • il sistema di qualificazione delle imprese.
MODULO 2. GESTIONALE – gestione ed organizzazione della sicurezza
  • I criteri e gli strumenti per l’individuazione e la valutazione dei rischi;
  • la considerazione degli infortuni mancati e delle modalità di accadimento degli stessi;
  • la considerazione delle risultanze delle attività di partecipazione dei lavoratori;
  • il documento di valutazione dei rischi (contenuti, specificità e metodologie);
  • i modelli di organizzazione e gestione della sicurezza;
  • gli obblighi connessi ai contratti di appalto o d’opera o di somministrazione;
  • il documento unico di valutazione dei rischi da interferenza;
  • la gestione della documentazione tecnico amministrativa;
  • l’organizzazione della prevenzione incendi, del primo soccorso e della gestione delle emergenze.
MODULO 3. TECNICO – individuazione e valutazione dei rischi
  • I principali fattori di rischio e le relative misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione;
    il rischio da stress lavoro-correlato;
  • i rischi ricollegabili al genere, all’età e alla provenienza da altri paesi;
  • i dispositivi di protezione individuale;
  • la sorveglianza sanitaria.
MODULO 4. RELAZIONALE – formazione e consultazione dei lavoratori
  • l’informazione, la formazione e l’addestramento;
  • le tecniche di comunicazione;
  • il sistema delle relazioni aziendali e della comunicazione in azienda;
  • la consultazione e la partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;
  • natura, funzioni e modalità di nomina o di elezione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.

Il Datore di lavoro deve inoltre frequentare corsi di aggiornamento, per un totale di:

  • 6 ore per il RISCHIO BASSO
  • 10 ore per il RISCHIO MEDIO
  • 14 ore per il RISCHIO ALTO

L’obbligo di aggiornamento si applica anche a coloro che abbiano frequentato i corsi di cui all’articolo 3 del decreto ministeriale 16 gennaio 1997 e agli esonerati dalla frequenza dei corsi, ai sensi dell’articolo 95 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626.

Il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS) è la persona eletta o designata per rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro.

Può essere aziendale, territoriale o di sito produttivo.

In ogni caso, è scelto dai lavoratori, direttamente o nell’ambito delle Rappresentanze Sindacali, senza che il Datore di lavoro possa in alcun modo intervenire nella scelta.

Il numero minimo degli RLS è di:

  • un rappresentante nelle aziende ovvero unità produttive sino a 200 lavoratori;
  • tre rappresentanti nelle aziende ovvero unità produttive da 201 a 1.000 lavoratori;
  • sei rappresentanti in tutte le altre aziende o unità produttive oltre i 1.000 lavoratori. In tali aziende il numero dei rappresentanti è aumentato nella misura individuata dagli accordi interconfederali o dalla contrattazione collettiva.

Se i lavoratori non procedono alla scelta dell’RLS aziendale, le sue funzioni sono svolte da quello territoriale o di sito produttivo, salvo intese diverse tra le associazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente pià rappresentative sul piano nazionale.

FORMAZIONE

Le modalità, la durata e i contenuti specifici della formazione dell’RLS sono stabiliti in sede di contrattazione collettiva nazionale, nel rispetto dei seguenti contenuti minimi:

  • principi giuridici comunitari e nazionali;
  • legislazione generale e speciale in materia di salute e sicurezza sul lavoro;
  • principali soggetti coinvolti e i relativi obblighi;
  • definizione e individuazione dei fattori di rischio;
  • valutazione dei rischi;
  • individuazione delle misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione;
  • aspetti normativi dell’attività di rappresentanza dei lavoratori;
  • nozioni di tecnica della comunicazione.
RIFERIMENTI NORMATIVI

D.Lgs. 81/08, art. 37.

ARTICOLAZIONE DEL PERCORSO FORMATIVO

La durata minima dei corsi è di 32 ore iniziali, di cui 12 sui rischi specifici presenti in azienda e le conseguenti misure di prevenzione e protezione adottate, con verifica di apprendimento.

La contrattazione collettiva nazionale disciplina le modalità dell’obbligo di aggiornamento periodico, la cui durata non può essere inferiore a 4 ore annue per le imprese che occupano dai 15 ai 50 lavoratori e a 8 ore annue per le imprese che occupano più di 50 lavoratori.

Gli addetti all’antincendio vengono designati dal Datore di lavoro o dal suo delegato, ai sensi dell’art. 18, c. 1, lett. b) del D.Lgs. 81/08, per lo svolgimento dei compiti di prevenzione incendi e lotta antincendio.

I lavoratori non possono, se non per giustificato motivo, rifiutare la designazione (art. 43, c. 3, del D.Lgs. 81/08).

FORMAZIONE

Le modalità, la durata e i contenuti specifici della formazione degli addetti all’antincendio sono stabiliti dal D.M. 10 marzo 1998 e si differenzino in base agli esiti della valutazione del rischio d’incendio effettuata dal Datore di lavoro, secondo i criteri definiti dallo stesso Decreto: attività a rischio d’incendio basso, medio o elevato.

RIFERIMENTI NORMATIVI

D.Lgs. 81/08, art. 37, D.M. 10 marzo 1998, Circolare del Ministero dell’Interno prot. 12653 del 23 febbraio 2011.

ARTICOLAZIONE DEL PERCORSO FORMATIVO

La durata del percorso formativo è la seguente:

  • attività a rischio d’incendio basso – 4 ore;
  • attività a rischio d’incendio medio – 8 ore;
  • attività a rischio d’incendio elevato – 16 ore.

Sono previste una parte teorica e una parte pratica.
Per le attività a rischio d’incendio basso ed elevato, la parte pratica prevede anche la prova di estinzione dell’incendio; per quelle a rischio basso, invece, è prevista la presa visione dei mezzi di estinzione, con indicazioni sul loro corretto utilizzo.

Con la circolare del Ministero dell’Interno prot. 12653 del 23 febbraio 2011, sono stati definiti i contenuti e la durata dei corsi di aggiornamento:

  • attività a rischio d’incendio basso – 2 ore;
  • attività a rischio d’incendio medio – 5 ore;
  • attività a rischio d’incendio elevato – 8 ore.

Non è stabilita la periodicità con la quale deve essere effettuato l’aggiornamento, che è opportuno definire in sede di valutazione del rischio d’incendio, evitando di superare i tre anni.

Gli addetti al primo soccorso vengono designati dal Datore di lavoro o dal suo delegato, ai sensi dell’art. 18, c. 1, lett. b) del D.Lgs. 81/08, per lo svolgimento dei compiti di primo intervento, in caso di infortunio o malore.

I lavoratori non possono, se non per giustificato motivo, rifiutare la designazione (art. 43, c. 3, del D.Lgs. 81/08).

FORMAZIONE

Le modalità, la durata e i contenuti specifici della formazione degli addetti all’antincendio sono stabiliti dal Decreto 15 luglio 2003, n. 388 e si differenziano in relazione al gruppo di appartenenza dell’azienda.
Infatti, le aziende (ovvero le unità produttive) sono classificate, tenuto conto della tipologia di attività svolta, del numero dei lavoratori occupati e dei fattori di rischio, in tre gruppi.

  • Gruppo A
    • Aziende o unità produttive con attività industriali, soggette all’obbligo di dichiarazione o notifica, di cui all’articolo 2, del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334, centrali termoelettriche, impianti e laboratori nucleari di cui agli articoli 7, 28 e 33 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, aziende estrattive ed altre attività minerarie definite dal decreto legislativo 25 novembre 1996, n.624, lavori in sotterraneo di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1956, n. 320, aziende per la fabbricazione di esplosivi, polveri e munizioni;
    • aziende o unità produttive con oltre cinque lavoratori appartenenti o riconducibili ai gruppi tariffari INAIL con indice infortunistico di inabilità permanente superiore a quattro, quali desumibili dalle statistiche nazionali INAIL relative al triennio precedente ed aggiornate al 31 dicembre di ciascun anno (*);
    • aziende o unità produttive con oltre cinque lavoratori a tempo indeterminato del comparto dell’agricoltura.

Per consultare gli indici infortunistici di inabilità permanente, clicca sul collegamento riportato di seguito.

(*) Indici di frequenza inabilità permanente

  • Gruppo B
    • Aziende o unità produttive con tre o più lavoratori che non rientrano nel gruppo A.
  • Gruppo C
    Aziende o unità produttive con meno di tre lavoratori che non rientrano nel gruppo A.

Il datore di lavoro, sentito il medico competente, ove previsto, identifica la categoria di appartenenza della propria azienda od unità produttiva e, solo nel caso appartenga al gruppo A, la comunica all’Azienda Unità Sanitaria Locale competente sul territorio in cui si svolge l’attività lavorativa, per la predisposizione degli interventi di emergenza del caso.
Se l’azienda o unità produttiva svolge attività lavorative comprese in gruppi diversi, il datore di lavoro deve riferirsi all’attività con indice più elevato.

RIFERIMENTI NORMATIVI

D.Lgs. 81/08, art. 37 e Decreto del 15 luglio 2003, n. 388.

ARTICOLAZIONE DEL PERCORSO FORMATIVO

La durata del percorso formativo è la seguente:

  • Aziende del Gruppo A – 16 ore;
  • Aziende del Gruppo B e del Gruppo C – 12 ore.

Sono previste una parte teorica e una parte pratica.

La formazione dei lavoratori designati va ripetuta con cadenza triennale almeno per quanto attiene alla capacità di intervento pratico.
La durata dei corsi di aggiornamento non è definita, ma si fa normalmente coincidere con la durata del modulo pratico del corso di prima formazione:

  • Aziende del Gruppo A – 6 ore;
  • Aziende del Gruppo B e del Gruppo C – 4 ore.

Tutti coloro che, nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, hanno il compito di sovrintendere l’attività lavorativa, con funzioni di immediata supervisione e di diretto controllo sull’esecuzione delle prestazioni lavorative (capi squadra, capi reparto, capi ufficio, capi cantiere, ecc.), devono ricevere un’adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico, in relazione ai propri compiti in materia di salute e sicurezza sul lavoro, aggiuntiva rispetto a quella che ricevono in quanto lavoratori.

FORMAZIONE

L’art. 37, c. 7, del D.Lgs. 81/08, che definisce l’obbligo di formazione per i preposti, stabilisce i contenuti minimi di tale formazione particolare e aggiuntiva, senza prevedere altre specifiche.

Le modalità, la durata e i contenuti specifici della formazione dei preposti sono stabiliti dall’Accordo Stato-Regioni del 21-12-11 (rep. 221/CSR), che però, contrariamente a quanto avviene per il corso per lavoratori, non assume carattere vincolante, non essendo espressamente richiamato da un atto avente forza di legge, ma rappresenta comunque una condizione sufficiente, per il datore di lavoro, per dimostrare il corretto adempimento dell’art. 37, c. 7.

RIFERIMENTI NORMATIVI

D.Lgs. 81/08, art. 37, e Accordo Stato-Regioni del 21-12-11 (rep. 221/CSR).

ARTICOLAZIONE DEL PERCORSO FORMATIVO

Il percorso formativo ha la durata complessiva di 8 ore e deve prevedere la trattazione degli argomenti di seguito elencati.

  1. Principali soggetti del sistema di prevenzione aziendale: compiti, obblighi, responsabilità.
  2. Relazioni tra i vari soggetti interni ed esterni del sistema di prevenzione.
  3. Definizione e individuazione dei fattori di rischio.
  4. Incidenti e infortuni mancati.
  5. Tecniche di comunicazione e sensibilizzazione dei lavoratori, in particolare neoassunti, somministrati, stranieri.
  6. Valutazione dei rischi dell’azienda, con particolare riferimento al contesto in cui il preposto opera.
  7. Individuazione misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione.
  8. Modalità di esercizio della funzione di controllo dell’osservanza da parte dei lavoratori delle disposizioni di legge e aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e individuali messi a loro disposizione.

I punti da 1 a 5 possono essere erogati anche in modalità e-learning.

La formazione è soggetta ad aggiornamento quinquennale, della durata di 6 ore – comprensivo delle 6 ore di aggiornamento quali lavoratori – che devono essere svolte avendo riguardo ai particolari compiti svolti in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
L’avvio dei preposti ai corsi è un obbligo del datore di lavoro e del dirigente, ai sensi dell’art. 18, c. 1, lett. l, del D.Lgs. 81/08 e i preposti sono obbligati a partecipare ai corsi, ai sensi dell’art. 19, c. 1, lett. g, dello stesso Decreto.

Tutti coloro che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolgono un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, devono ricevere un’adeguata formazione in tema di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.

FORMAZIONE

Le modalità, la durata e i contenuti specifici della formazione dei lavoratori sono stabiliti, in base all’art. 37 del D.Lgs. 81/08, dall’Accordo Stato-Regioni del 21-12-11 (rep. 221/CSR).

RIFERIMENTI NORMATIVI

D.Lgs. 81/08, art. 37, e Accordo Stato-Regioni del 21-12-11 (rep. 221/CSR).

ARTICOLAZIONE DEL PERCORSO FORMATIVO

Il percorso formativo è suddiviso in due parti:

  • formazione generale, della durata di 4 ore, sui concetti generali della prevenzione, uguale per tutti i lavoratori, a prescindere dal settore di attività;
  • formazione specifica, di durata variabile, a seconda del settore di attività nel quale il lavoratore opera.

Il monte ore di formazione specifica da frequentare (4, 8 o 12 ore) è individuato in base al settore ATECO (ATtività ECOnomica) di appartenenza, associato ad uno dei tre livelli di rischio (basso, medio, alto), così come indicato nell’allegato 2 dell’Accordo, consultabile cliccando sul collegamento sotto riportato.

Allegato 2 Accordo Stato-Regioni del 21-12-11 (Rep. 221)

La durata totale del corso di formazione è la seguente:

  • 4 ore di Formazione Generale + 4 ore di Formazione Specifica per i settori della classe di rischio BASSO: TOTALE 8 ore
  • 4 ore di Formazione Generale + 8 ore di Formazione Specifica per i settori della classe di rischio MEDIO: TOTALE 12 ore
  • 4 ore di Formazione Generale + 12 ore di Formazione Specifica per i settori della classe di rischio ALTO: TOTALE 16 ore

I lavoratori, a prescindere dal settore di appartenenza, che non svolgano mansioni che comportino la loro presenza, anche saltuaria, nei reparti produttivi (addetti alla sola attività di ufficio), possono frequentare i corsi individuati per il rischio basso.
La formazione è soggetta ad aggiornamento quinquennale, della durata di 6 ore.
Il percorso formativo deve essere completato entro 60 giorni dall’assunzione.
L’avvio dei lavoratori ai corsi è un obbligo del datore di lavoro e del dirigente, ai sensi dell’art. 18, c. 1, lett. l, del D.Lgs. 81/08 e i lavoratori sono obbligati a partecipare ai corsi, ai sensi dell’art. 20, c. 2, lett. h, dello stesso Decreto.

L’art 136 del D.Lgs. 81/08 impone al datore di lavoro di assicurarsi che i ponteggi siano montati, smontati o trasformati sotto la diretta sorveglianza di un preposto e conformemente al Pi.M.U.S., ad opera di lavoratori che hanno ricevuto una formazione adeguata e mirata alle operazioni previste (pontisti).

FORMAZIONE

I soggetti formatori, la durata, gli indirizzi e i requisiti minimi di validità dei corsi per pontisti sono stabiliti nell’allegato XXI del D.Lgs. 81/08.

RIFERIMENTI NORMATIVI

D.Lgs. 81/08, art. 136 e Allegato XXI.

ARTICOLAZIONE DEL PERCORSO FORMATIVO

Il percorso per la prima formazione dei pontisti è strutturato in tre moduli della durata complessiva di 28 ore più una prova di verifica finale:

a) modulo giuridico – normativo della durata di 4 ore;
b) modulo tecnico della durata di 10 ore;
c) Prova di verifica intermedia (questionario a risposta multipla)
d) Modulo pratico della durata di 14 ore;
e) Prova di verifica finale (prova pratica).

Al termine dei due moduli teorici si deve svolgere una prima prova di verifica: un questionario a risposta multipla, il cui superamento consente il passaggio alla seconda parte del corso, quella pratica. Il mancato superamento della prova comporta la ripetizione dei due moduli. Al termine del modulo pratico deve avere luogo una prova pratica di verifica finale, consistente in:

  • montaggio-smontaggio-trasformazione di parti di ponteggi (PTG, PTP e PMTP),
  • realizzazione di ancoraggi.

Il mancato superamento della prova di verifica finale comporta l’obbligo di ripetere il modulo pratico.
L’esito positivo delle prove di verifica intermedia e finale, unitamente a una presenza pari almeno al 90% del monte ore, consente il rilascio, al termine del percorso formativo, dell’attestato di frequenza con verifica dell’apprendimento.

I datori di lavoro devono provvedere a far effettuare ai pontisti anche un corso di aggiornamento ogni quattro anni.
L’aggiornamento ha durata minima di 4 ore di cui 3 ore di contenuti tecnico pratici.